“U curtu” e i legami con i clan calabresi

“U Zi Totò”. Così i compari della ’ndrangheta chiamavano il capo dei capi di Cosa Nostra. In Calabria Totò Riina aveva da sempre buoni amici. Dai tempi di Mico Tripodo, boss di Sambatello, capobastone riverito e rispettato in tutta la regione. Tripodo e il corleonese erano compari d’anello: un legam

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